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La quinta volta in pochi mesi: il tribunale ordina al comune di Milano di trascrivere gli atti di nascita con due papà

Per cinque volte in pochi mesi, il Comune di Milano ha ricevuto dal Tribunale l’ordine di trascrivere il certificato di nascita di bambini con entrambi i papà. Nel provvedimento in questione, divenuto definitivo il 26 febbraio 2019, il Tribunale ha ricordato che senza la pronta trascrizione ai bambini sono negati diritti fondamentali, come quello all’identità personale, alla bigenitorialità, «alla vita privata, alla sicurezza del mantenimento dei legami con la propria famiglia (intesa in senso sociale e non biologico – genetico)».

La novità di questo caso è che il ricorso è stato presentato in assenza di un formale rifiuto del Comune di Milano di trascrivere il certificato di nascita integrale, formato negli Stati Uniti. Il Comune – nonostante i solleciti della coppia di padri – non ha provveduto ad adottare alcun provvedimento entro il termine stabilito dalla legge. Pertanto, il Tribunale ha sottolineato che il silenzio del Comune equivale, di fatto, a un rifiuto.

I legali dei genitori, avv.ti Giacomo Cardaci, Manuel Girola, Luca di Gaetano di Rete Lenford-Avvocatura per i diritti LGBTI, ricordano che: «La decisione del Tribunale di Milano, arrivata dopo 13 giorni dal deposito del ricorso, dimostra che per garantire i diritti fondamentali, specie dei bambini, servono decisioni rapide e che esiste ormai un orientamento consolidato».

«Le molteplici decisioni del Tribunale di Milano rendono chiaro che il rifiuto, così come il silenzio del Comune di Milano sono diventati incomprensibili – commenta la Presidente di Rete Lenford avv.ta Miryam Camilleri -. Non vogliamo entrare in conflitto con l’Amministrazione, ma è necessario farle arrivare chiaro il messaggio che non può più costringere le coppie di padri a dover ricorrere alla magistratura per garantire i diritti fondamentali dei loro figli e delle loro figlie».

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